Archivo por meses: agosto 2020

Pioli ha un nuovo leader: “Con Kessie problemi all’inizio, ma ora è indispensabile”

Il tecnico rossonero parla dopo il 3-1 sul Parma: “Che bello allenare questa squadra. Raccogliamo i frutti di questi mesi di lavoro. Non parliamo di mercato, godiamoci il presente”

Stefano Pioli è soddisfatto, i numeri sono sempre più dalla sua parte. Il post lockdown parla nettamente rossonero, 5 vittorie e due pareggi (più quello in Coppa con la Juve), 20 gol in 7 partite. Una risalita feroce che ha portato il Diavolo al 6° posto a pari punti col Napoli, l’Europa a portata di mano: “Ma non sono arrabbiato per ciò che poteva essere e non è stato.

Non si poteva avere tutto e subito, è stato un lungo percorso, c’era bisogno di tempo ora raccogliamo i frutti di questi mesi di lavoro. Ora prendiamo belle soddisfazioni grazie a carattere e qualità ma mancano ancora partite importanti e difficili. È proprio bello allenare questa squadra”.

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Eurogol ma non solo: Kessie mediano “totale”. Leao, perché non pungi?

Franck Kessie e Zlatan Ibrahimovic. LaPresse

L’ivoriano imposta, si inserisce ed è fisicamente insuperabile. Il portoghese non si accende

Altra serata da Milan collezione giugno-luglio, altro successo rotondo per la banda Pioli. La condizione è sempre brillante, la manovra convincente. E quando Ibra si inceppa – seconda di fila senza gol – ci pensano gli altri.

TOP: KESSIE —   Il gran gol che rimette in equilibrio la gara prima che Romagnoli la ribalti e Calha la chiuda è solo la glassa sulla torta: il gusto è favoloso per tutto il match, perché Kessie è insuperabile nei contrasti, lucido nelle scelte (a un certo punto si esibisce in un cambio gioco da regista) e vanta una mira impeccabile. Da incursore, come con la Juve, dal dischetto (Napoli) e adesso addirittura con il tiro dalla distanza. Mai visto un Franck così “totale”.

Demme lotta anche nel finale. Elmas non bissa Marassi, Milik spento

Diego Demme al Dall'Ara. Getty

Diego chiama il pressing e detta i tempi, il macedone invece stecca dopo l’ottima prova col Genoa

Strana la serata del Napoli al Dall’Ara. Un tempo comandato e controllato, un vantaggio che arriva troppo presto e una squadra che alla distanza cala un po’, nonostante dalla panchina Gattuso spinga i suoi con tutte le proprie forze.

TOP—   Con gli attaccanti spuntati, ecco che sale in cattedra Demme che si riprende il Napoli dimostrando di essere il braccio armato del suo allenatore in campo. Il tedesco guida il pressing e anche il tempo di gioco dei suoi, stringendo i tempi nel finale quando i compagni calano e lui continua a correre per tutti.

Il Milan va sotto, poi ride con Kessie, Romagnoli e Calha. Raggiunto Gattuso al 6° posto

Getty

I rossoneri agguantano il Napoli, fermato a Bologna, a quota 53 punti. Di Kurtic l’illusorio vantaggio emiliano prima della gran ripresa rossonera

C’era una volta il Milan che faticava a segnare, che non sapeva rialzarsi dopo il primo cazzotto, che tremava contro le big e si inceppava pure con le piccole. Quel piccolo Diavolo è solo un parente lontano del tritatutto sbucato da sotto la mascherina: per informazioni chiedete a Lecce, Roma, Lazio, Juve e ovviamente al Parma. Che segna a San Siro con Kurtic, si illude ma poi finisce travolto come le altre: Kessie, Romagnoli e Calhanoglu ribaltano tutto in pochi minuti. Ibra c’è ma ci pensano gli altri, Pioli vola verso l’Europa.

Piccolo ripasso del bilancio post-Covid: 5 successi e 2 pareggi (cui si aggiunge lo 0-0 in Coppa con la Juve), 20 gol segnati e 8 subiti e 17 punti su 21 disponibili. Dopo 33 giornate, il Milan di Pioli ha 3 punti in meno di quello di Gattuso che lottava per la Champions: dove sarebbe con il tecnico emiliano in panchina dal primo giorno?

Il Napoli si illude con Manolas, Barrow non ci sta e il Bologna sfiora l’impresa

Manolas festeggia il gol con Milik. Getty

Segna subito il greco, la squadra di Gattuso sembra controllare ma Musa la punisce, Palacio e il palo di Danilo la graziano

Parte bene il Napoli, finisce alla grande il Bologna. Una sfida non esaltante, che alla fine con un pari e patta scontenta un po’ tutti. Gli azzurri calano troppo nel finale e rischiano anche di perdere. Perché i padroni di casa, deficitari nel primo tempo perché irretiti dalla ragnatela gattusiana, nella ripresa alzano il pressing osano di più e dopo aver centrato il pari rischiano anche di vincere, con Palacio che divora una clamorosa occasione e con Danilo che dalla distanza colpisce un clamoroso palo nel recupero.

In più due gol annullati al Bologna per fuorigioco davvero impercettibile di Mbaye prima e Soriano poi. Per questo alla fine avrebbe meritato di più il Bologna.

Fiorentina da applausi: tre gol, spettacolo e salvezza servita. Lecce travolto

L'esultanza dei giocatori della Fiorentina. Getty Images

Viola devastanti, trascinati da un super Ribery e a segno con Chiesa, Ghezzal e Cutrone. Pulgar si fa parare un rigore. Per i salentini traversa di Farias e rete di Shakhov nel finale

Era la partita da vincere a tutti i costi e la Fiorentina non l’ha fallita, scacciando le streghe e mettendo al sicuro una salvezza che – con 10 punti di vantaggio a 5 partite dalla fine – ormai non sembra più in discussione. Viola quasi perfetti (giusto qualche sbavatura in difesa) e micidiali in attacco, con Chiesa, Cutrone e Ribery immarcabili. Lecce troppo molle e disattento: con maggiore attenzione, avrebbe potuto tenere in vita il match più a lungo. Liverani deve preoccuparsi: le squadre sulle quali fare la corsa-salvezza sono sempre di meno.

LE MOSSE DEI TECNICI—   La serata incomincia male per Beppe Iachini, che non può schierare il portiere titolare Dragowski, fermato dalla lombalgia (al suo posto Terracciano), e che durante il riscaldamento perde anche Dalbert, sostituito da Lirola. Attacco “pesante” con Chiesa (largo a destra), Cutrone e Ribery. Nessuna sorpresa da Fabio Liverani rispetto alla formazione annunciata alla vigilia, con Farias e Mancosu alle spalle di Babacar.

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Aspetto del manuale: Feyenoord rilascia la sua maglietta per l’Eredivisie 2020-21

Quando il Feyenoord presenta camicie, i suoi fan e il mondo sanno che il modello titolare avrà una metà rossa e una metà bianca, senza grandi fronzoli. Un look da libro che non viene toccato nemmeno nella versione 2020-21 della squadra olandese.

Kit casa Feyenoord 2020-21

Feyenoord 2020-21 Home Kit

Sì, il design mezzetinte rosso-bianco è lì, alternando i colori sulle maniche.

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Nacional lancia la maglia in onore del Great Central Park e dei Mondiali del 1930

Il 13 maggio 1930, gli Stati Uniti battono il Belgio per 3-0 nella prima partita della storia della Coppa del Mondo. Oggi, 90 anni dopo, Nacional de Uruguay ha lanciato una delle sue camicie alternative per la stagione 2020-21 in onore della data. Perché la Coppa del Mondo si è giocata nel suo paese e perché quel primo duello è stato giocato nel suo stadio, il Great Central Park.

Maglietta nazionale Great Central Park

Camiseta Nacional Gran Parque Central

Il busto della maglia è rosso e ha un bellissimo motivo in rilievo. Le maniche sono bianche, mentre i polsini hanno un bordo in cui il rosso è combinato con il blu.

All’interno del collo viene catturata la leggenda “Great Central Park – Luglio 1930”.

FC Porto presenta la sua terza maglia e completa la collezione 2020-21

Uno ad uno e negli ultimi 10 giorni, l’FC Porto ha completato la sua collezione di camicie per la stagione 2020-21. Il pezzo che ha chiuso il ciclo di lancio è stata la terza divisa, presentata ufficialmente questo lunedì.

Terzo kit FC Porto 2020-21

L’elastico con scollo a V è bianco e presenta un particolare motivo geometrico in una sfumatura grigia. Per quanto ne sappiamo non ha alcun significato particolare.

FC Porto 2020-21 Third Kit

Leonardo e Spalletti nel mirino: Conte attacca quota 70

Antonio Conte. Getty

Solo due volte dopo Mourinho l’Inter ha superato il tetto di punti. Antonio può farlo già stasera contro la Spal. E viaggia più veloce del… Triplete

Quota 70 è un po’ troppo bassa per la pensione e non è neppure l’ascensore per il Paradiso, sia chiaro. Però è un traguardo alla fine di un percorso tortuoso. Talmente tortuoso che per l’Inter negli ultimi anni è spesso stato inaccessibile. Stasera Antonio Conte ha la possibilità di oltrepassarlo, quel limite. Giusto per darsi un’idea: 70 punti, dal 2010 in poi, ovvero dal Triplete in avanti, sono riusciti a metterli insieme, seduti sulla panchina nerazzurra, solo Leonardo nel 2010-11 (subentrato a Benitez a dicembre) e Luciano Spalletti due campionati fa, il torneo della Champions all’ultimo tuffo all’Olimpico contro la Lazio.

Nel dettaglio, Leonardo arrivò a 76, piazzandosi secondo in classifica, mentre Spalletti acciuffò il quarto posto a 72. Ecco: stasera a Ferrara Conte può fare 71, con altre cinque giornate da giocare, dunque con il vento in poppa necessario per andare oltre tutti gli altri allenatori nerazzurri dell’ultimo decennio. Se non tutto può essere spiegato con i numeri, e se è vero che un campionato è sempre diverso da un altro anche in termini statistici, il riferimento non può non essere notato.