Archivo por meses: julio 2020

Napoli, Pezzella nel mirino. Intesa con Osimhen del Lilla, anche se…

German Pezzella, 29 anni. Ansa

Giuntoli vuole donare a Gattuso il difensore viola, necessario se parte Koulibaly. Accordo raggiunto con l’attaccante nigeriano e con il club francese, ma lui starebbe aspettando una chiamata dalla Premier

Si riparla di German Pezzella. Nell’agenda di Cristiano Giuntoli il suo nome è presente dallo scorso mese di gennaio. Il d.s. del Napoli vuole trattarlo, per garantire a Rino Gattuso un difensore forte e collaudato dalle tre stagioni giocate con la Fiorentina. Il giocatore, di nazionalità argentina, ha iniziato nel River Palte, dove è rimasto sei stagioni, prima di trasferirsi in Europa, al Betis Siviglia. In Spagna è rimasto appena due anni, perché la Fiorentina lo acquista nell’estate del 2017 e ne fa uno dei punti fermi del proprio organico.

CESSIONE KOULIBALY —   Pezzella verrebbe preso in seria considerazione nel momento in cui si avrà la certezza che Kalidou Koulibaly andrà via. In quel caso, Giuntoli presenterà la propria offerta alla Fiorentina, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 15 milioni di euro. Il dirigente sta lavorando anche con il Lilla per Gabriel Magalhaes, difensore centrale, che il club vorrebbe includere in una doppia operazione che dovrebbe portare a Napoli lui e Osimhen. La questione, al momento, è ferma al solo attaccante nigeriano per il quale Aurelio De Laurentiis è in attesa di una risposta.

Dalla maglia autografata di CR7 alla fascia del Triplete di Zanetti: quanto calcio all’asta del Papa!

Javier Zanetti con Papa Francesco. Lapresse

Juventus, Lazio, Inter, Roma, Napoli, Milan, Fiorentina e Brescia hanno aderito a “We Run Together”, la gara di solidarietà promossa dal Santo Padre per gli ospedali di Bergamo e Brescia

Il peggio sembra passato. I casi di Covid continuano a diminuire, ma non i gesti di solidarietà per aiutare gli ospedali dopo tutto quello che è successo e che in parte ancora succede. Per questo molte squadre di Serie A hanno deciso di partecipare alla gara di solidarietà promossa da Papa Francesco a favore del personale sanitario degli ospedali Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Fondazione Poliambulanza di Brescia.

ASTA DA STAR —   All’asta da oggi al 17 luglio, sulla piattaforma CharityStars.com, le maglie autografate dei grandi del nostro campionato. Dopo la straordinaria adesione di Francesco Totti – che l’8 giugno aveva messo a disposizione la maglia autografata della sua ultima partita e la sua fascia di capitano – hanno infatti aderito a “We Run Together” anche Juventus, Lazio, Inter, Roma, Napoli, Milan, Fiorentina e Brescia.

Stangata Patric, il morso a Donati costa 4 turni e multa. Due del Milan in diffida

Il laziale squalificato per 4 giornate dopo la follia nella sfida contro il Lecce. In più, 10mila euro di sanzione. Bennacer e Rebic a rischio stop

Il morso costa caro. Patric della Lazio è stato fermato dal giudice sportivo per 4 turni “per aver al 48′ del secondo tempo dato un morso al braccio di un avversario senza procurargli conseguenze lesive”. Almeno quello… L’avversario in questione è Donati del Lecce. La Var ha avvertito l’arbitro, da lì il rosso e ora la sanzione del giudice sportivo: in più, super multa da 10 mila euro. Sanzionati anche altri due laziali, Immobile e Caicedo (2mila euro per simulazione).

MILANISTI IN DIFFIDA—   Tra gli altri “cattivi” di giornata due giocatori del Milan. Finiscono a rischio squalifica Rebic (cartellino giallo per le proteste dopo il fallo fischiato contro e che invece ha tramutato nel rigore della scossa rossonera contro la Juve) e Bennacer, ammoniti ieri a San Siro. Entrambi adesso sono entrati in diffida, così come Petriccione del Lecce.

Sorrentino torna a girare a Napoli con un film dedicato a Maradona: “È stata la mano di Dio”

Paolo Sorrentino, 50 anni, dopo la vittoria dell’Oscar nel 2014. Epa

Il regista che vinse l’Oscar nel 2014 per La grande bellezza comincerà a girare la pellicola nei prossimi giorni in città: “Un film intimo e personale, un romanzo di formazione allegro e doloroso”

La notizia è di quelle che fanno brillare gli occhi agli amanti del calcio e anche a quelli del cinema. Ma soprattutto brilleranno a quel ragazzino napoletano cresciuto nel mito di Diego Armando Maradona. Quell’adolescente è oggi uno dei registi più apprezzati al mondo, ma non ha dimenticato le sue radici. Tanto che Paolo Sorrentino, quando nel 2014 vinse l’Oscar per “La grande bellezza” sul palco hollywoodiano ringraziò le sue muse ispiratrici: Diego insieme a Fellini, Scorsese e i Talking Heads. Ora è lui stesso ad annunciare il nuovo film che girerà a Napoli.

RITORNO A CASA —   Il titolo sarà “È stata la mano di Dio”. Le riprese inizieranno fra poco in una Napoli che il regista ritrova a vent’anni dall’esordio con “L’uomo in più”. “Sono emozionato all’idea di tornare a girare a Napoli, vent’anni esatti dopo il mio primo film” afferma Sorrentino. Il nuovo sarà prodotto dalla Fremantle per Netflix. “Per la prima volta un film intimo e personale – rivela il regista cinquantenne – un romanzo di formazione allegro e doloroso. Sono felice di condividere questa avventura col produttore Lorenzo Mieli, la sua The Apartment e Netflix. La sintonia con Teresa Moneo, David Kosse e Scott Stuber sul significato di questo film è stata immediata e folgorante. Mi hanno fatto sentire a casa, una condizione ideale, perché questo film, per me, significa esattamente questo: tornare a casa”.

Tanto rumore per nulla, Fiorentina e Cagliari non si fanno del male

Vlahovic contro Nainggolan. LaPresse

Poche le emozioni: un gol annullato a Simeone, il palo interno di Duncan e due belle parate su Nandez e il rientrante Kouame

Suona strano dire che la Fiorentina fa un altro piccolo passo in avanti verso la salvezza. Ma questo è il dato. La Viola non ripete l’impresa di Parma, si inceppa (0-0) contro un Cagliari granitico, tosto, capace spesso di ripartire con Nainggolan e Nandez che hanno un qualcosa in più. A Beppe Iachini non basta tutta la rabbia di Franck Ribery al quale uno straordinario Cragno nega il gol.

E’ un piacere vedere in campo gente come Radja e Franck, gente che mette la passione al centro di tutto. Il contrario di Federico Chiesa che proprio non riesce a incidere e dopo 45′ va a far la doccia. Questo Chiesa non fa il bene della Fiorentina, ci auguriamo che possa farlo nella prossima location. Il Cagliari raggiunge la fatidica quota 40, quella indicata dai tecnici come salvezza ufficiale. Ora ha sette gare per cullare qualche ambizione. A partire dalla colonnina di sinistra della classifica. Il minimo per il presidente Tommaso Giulini.

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Conte guarda avanti: “La delusione c’è. Abbiamo numeri buoni ma se non fai risultato…”

Antonio Conte, 50 anni, prima stagione all’Inter Getty

Il tecnico nerazzurro: “Il fatto che si gioca tanto in poco tempo è meglio. Dobbiamo sempre fare la partita, stare attenti. Il Verona? Juric è bravo. Dovremo rispondere colpo su colpo”

La delusione per il passo falso con il Bologna, il rimpianto di non aver avvicinato Juve e Lazio, il Verona obiettivo immediato per provare a resettare e ricominciare. L’Inter di Antonio Conte riparte da qui: “La delusione c’è – dice l’allenatore -, il fatto che la partita successiva arriva in poco tempo è meglio perché rimane sicuramente qualcosa a livello di amarezza ma ti devi impegnare e concentrare per il prossimo avversario.

Il Verona? La prepariamo come sempre, cercando di far conoscere ai miei giocatori nei minimi dettagli l’avversario. Dovremo essere bravi, fare più attenzione: l’importante è che la squadra conosca che tipo di partita andremo a fare. Juric è bravo. Dovremo rispondere colpo su colpo dal punto di vista tattico ma anche atletico”.

Juve, col Milan come contro il Toro ’83. Boniek: “Se vinceva la Lazio altro che blackout…”

Beppe Dossena anticipa Bettega e segna il primo gol del Toro il 27 marzo 1983. Ap

Brio, Bonini, il polacco e Zoff, in campo nel derby di quel 27 marzo di 37 anni fa, rassicurano i bianconeri: “Ma la corsa scudetto non cambia”

Il pensiero degli ex campioni bianconeri è unanime. “Juve, niente paura”. Tradotto: la rimonta del Milan, da 0-2 a 4-2 con tre gol subiti in cinque minuti, non pregiudica la corsa scudetto. “E neanche la tenuta mentale della squadra. È stato un blackout casuale”.

De Rossi e il futuro da allenatore: “Siederò sulla panchina del Boca”

Daniele De Rossi in maglia Boca. Getty

In un’intervista a ‘La Nacion’, Daniele racconta: “Voglio fare da tecnico quello che non sono riuscito a dare da giocatore”

In attesa di capire se quella della Fiorentina resterà solo una suggestione o qualcosa di più, Daniele De Rossi guarda al futuro. E in un’intervista a ‘La Nacion’, in Argentina, pur non sbilanciandosi, dice che sta già “lavorando con lo staff che ho scelto” e dice pure che vorrà tornare al Boca: “Come allenatore. Per fare da tecnico quello che non sono riuscito a fare da giocatore”.

CONCRETO—   Nell’intervista De Rossi si racconta a lungo tra passato e presente, mettendo in mostra la solita concretezza quando si parla della sua carriera, prossima ad iniziare, da tecnico: “Ho in testa di tornare in Argentina come allenatore del Boca. Se le cose fossero andate bene, con Burdisso eravamo d’accordo che avrei iniziato la mia carriera di allenatore in fondo al club. Ma questo prima che iniziassero i piccoli problemi familiari (la mancanza di sua figlia Gaia, ndr). Il giorno in cui ho firmato la risoluzione ero negli uffici della Bombonera e improvvisamente ho alzato la testa e la Copa Libertadores era lì, in una vetrina. E mi sono detto: ‘Non ho lasciato nulla da calciatore, ecco perché voglio tornare come allenatore perché questa squadra è nel mio cuore’. Ho già detto a Paolo Goltz che lo voglio come assistente di campo”.

Derby emiliano al Sassuolo che ora “vede” l’Europa. Bologna, Barrow non basta

La squadra di De Zerbi supera in classifica i cugini e (momentaneamente il Verona) e con 43 punti si porta all’ottavo posto a -6 dal Milan sesto. Espulso Mihajlovic per proteste.

Il derby dei tanti gol annunciati tra due squadre che non sanno difendersi premia il Sassuolo che va a rete due volte, una per tempo, e boccia il Bologna trafitto per la 26a partita di fila e scavalcato in classifica dall’avversario. Mihajlovic vara la coppia di centrali Bani-Denswil e recupera Medel, assente a San Siro per un attacco di lombalgia; De Zerbi lascia fuori Boga dal tridente che agisce dietro a Caputo, al posto del francese c’è lo slovacco Haraslin. Dopo 70″ c’è già la prima avvisaglia del gol: un destro dal limite di Palacio si stampa sulla traversa.

Il Sassuolo risponde subito con una penetrazione di Rogerio che Orsolini stronca 10 cm prima dell’area di rigore, rischiando il penalty. Le incursioni dell’arrembante terzino brasiliano mettono in difficoltà il Bologna che fatica a salire. Ancora Rogerio viene murato da Skorupski, poi Defrel spara fuori di poco. La reazione rossoblù è un angolo di Barrow che Bani non riesce a deviare in porta causa un salvataggio quasi disperato di Chiriches sulla linea. Rischia anche Schouten nella sua area e gli va bene.

Mertens-Lozano, il Napoli vola. Genoa, Goldaniga non basta

Il sinistro decisivo di Horving Lozano, 24 anni, a Marassi. Ansa

Il messicano entra e segna in velocità. I rossoblù erano riusciti a pareggiare il vantaggio del belga

Le motivazioni dicono facciano la differenza. Ma la brama di salvarsi del Genoa cozza col Metodo Gattuso, un allenatore che non compendia rilassamento alcuno. E non è un caso che il Napoli post pandemia abbia conquistato 12 punti su 15, meglio ha fatto solo l’Atalanta. Gli azzurri dominano sul piano del gioco, ma peccano in fase conclusiva e lasciano in piedi la sfida. E così dopo il gol di Mertens, pareggiato da Goldaniga, a decidere è un panchinaro, Lozano.

Il messicano segna il suo gol più “pesante”, quello della vittoria, e si distingue per un intervento difensivo nel finale. Ecco come trasforma i suoi Gattuso, che così si prepara al meglio per ospitare domenica il suo Milan, per la prima volta da avversario.

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