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Le partite di oggi: Serie A, Liga e Premier League – 22 giugno 2020

 Franck Ribéry. ANSA

Il programma calcistico di lunedì 22 giugno: oggi si gioca in Italia, Spagna e Inghilterra

Dopo i recuperi della 25esima giornata di Serie A giocati nel week-end, oggi si giocheranno le prime 3 partite della 27esima. Alle 19.30 si disputeranno Fiorentina-Brescia e Lecce-Milan, mentre alle 21.45 ci sarà il fischio d’inizio di Bologna-Juventus.

FIORENTINA-BRESCIA—   Per entrambe le squadre si tratta del primo impegno ufficiale dopo oltre 3 mesi di stop forzato. La squadra di Beppe Iachini è reduce da 3 risultati utili consecutivi – 2 pareggi e una vittoria – mentre quella di Diego Lopez non vince una partita dal 14 dicembre scorso, quando la squadra allora allenata da Eugenio Corini si impose 3-0 sul Lecce. Nessuna vittoria, invece, per l’allenatore uruguaiano che ha conquistato fin qui un solo punto in 4 partite sulla panchina dei lombardi.

Sarri: “Le opinioni non contano, i fatti dicono che siamo primi. Felice per Berna”

Maurizio Sarri. Ansa

L’allenatore della Juve: “Queste critiche devono essere la molla per tornare al top. De Ligt è un predestinato”

Maurizio Sarri passa la serata più tranquilla del post-virus e mette pressione alla Lazio, momentaneamente staccata di 4 punti. “Oggi siamo migliorati nella tenuta fisica rispetto alle partite di Coppa Italia. Abbiamo pagato soltanto nei 20’ finali, mentre nelle prime due gare dopo 30-35 minuti eravamo in calo fisicamente, era una questione di brillantezza nelle accelerazioni, nelle situazioni che decidono la partita. Bernardeschi? Aveva fatto bene nei due ingressi e dava la sensazione di stare bene, ha fatto 70’ su buoni livelli e soddisfatto di lui, che . spesso è ipercriticato e sottovalutato.

Con le individualità puoi risolvere delle partite, noi dobbiamo sfruttare di più Ronaldo e Dybala ma dobbiamo anche rimanere squadra anche loro non sono al top. De Ligt meglio sul centro-destra? Al di la della posizione, che non stravolge, è cresciuto nell’abituarsi al nostro tipo di calcio, ma se devo guardare all’età che ha neanche ha faticato tanto, perché è un predestinato e diventerà un riferimento nel ruolo.

Il Milan senza Ibra è una macchina da gol: 4-1 a Lecce e aggancio al Napoli

Il gol del 2-1 di Bonaventura. Getty Images

Apre Castellejo, pari di Mancosu su rigore, poi i rossoneri si scatenano con Bonaventura, Rebic e Leao

Il dio Ibra esiste e non manca di ricordarlo sui social, ma esiste pure il Milan, e non ha bisogno di miracoli per brillare: per informazioni si prega chiedere al Lecce. La ripresa del campionato della banda Pioli è una prova di forza che rilancia le ambizioni europee dei rossoneri: manca Zlatan ma segnano tutti.

Castillejo (che mancava all’appuntamento in A da un anno e due mesi), Bonaventura (che aspettava da dicembre), Rebic (che si conferma cecchino implacabile, ottavo centro tra campionato e coppa) e persino Leao, il gioiellino parcheggiato in panchina perché mordeva poco: per la prima volta in questo campionato il Diavolo cala un poker, l’unica occasione in cui ci era già riuscito risaliva ai quarti di Coppa Italia, dove però gli erano serviti i supplementari. Il 4-1 al Via del Mare non ha storia: rimette il Milan davanti al Verona (il Napoli per il momento è agganciato) e lascia Liverani in mezzo a un mare di guai. Ne aveva presi 7 dall’Atalanta prima della sosta, ne incassa altri 4 alla ripresa.

Fiorentina viola di rabbia: rimonta il Brescia, spreca e non va oltre l’1-1

Il gol del pareggio di Pezzella. Getty Images

Donnarumma porta avanti i lombardi su rigore, pareggia Pezzella. Nella ripresa tante parate di Joronen. Espulso Caceres (e anche Iachini), giallo per Chiesa che salterà la Lazio

Un punto per uno al Franchi. Il pari sta stretto soprattutto alla Fiorentina, perché il Brescia parte bene ma cala vistosamente nella ripresa. L’1-1 serve a Diego Lopez per il morale: in attesa del Genoa, la sua squadra guadagna un punto sulla soglia salvezza. I viola, invece, non escono dai guai: 31 punti in classifica non bastano per stare tranquilli.

AVVIO LOMBARDO—   Chi si aspettava un Brescia dimesso o rassegnato deve ricredersi in fretta: la partenza dei ombardi è attenta e concentrata, contro un avversario pesantemente toccato dalla pandemia di coronavirus (lo stesso Iachini ha dovuto superare la malattia prima di tornare ad allenare). Al 17′ il match si sblocca in favore dei lombardi: bel cross basso di Donnarumma dalla destra, Caceres stende Dessena a due metri da Dragowski. C’è il rigore, la versione attuale del regolamento risparmia il rosso diretto all’uruguaiano. Dal dischetto, Donnarumma non sbaglia e fa 1-0.

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Milan, Massara non chiude a Ibra: “Valuteremo con lui, ma a costi sostenibili”

Zlatan Ibrahimovic con Pioli. Ap

Il d.s. rossonero: “Il futuro dipende anche da Zlatan. Non possiamo restare ancora fuori dall’Europa”

“Ibra? E’ un campione che ha voluto aiutare il Milan in un momento difficile, ora valuteremo insieme a lui perché dipende anche dal suo stato d’animo. E’ un giocatore fantastico, non può esserci una squadra senza Ibra”. Frederic Massara, d.s. del Milan, nel prepartita di Lecce non ha chiuso alla conferma dello svedese, pur con alcune precisazioni.

“Per campioni come lui ci sarà sempre spazio, ma il nostro percorso sarà simile a quello di altre squadre: la crisi ha accentuato le difficoltà, servono politiche con costi sostenibili andando alla ricerca di giocatori forti, con un giusto mix tra giovani talenti e di esperienza”.

Il calcio piange Pierino Prati. Se ne va a 73 anni il grande ex bomber del Milan

Piero Prati, detto Pierino, scomparso oggi a 73 anni.

Campione d’Europa con la Nazionale nel 1968, è stato il primo calciatore italiano a realizzare una tripletta in finale di Coppa dei Campioni

Dopo Mario Corso, il calcio italiano perde in pochi giorni un altro grande giocatore degli Anni ’60 e ’70. Se ne è andato, a 73 anni, Pierino Prati, ex attaccante di Milan, Roma e Fiorentina, campione d’Europa con la Nazionale nel 1968 e primo giocatore italiano capace di realizzare una tripletta in una finale di Coppa nel Campioni (con i rossoneri, nel 1969).

Pioli: “Questa vittoria, e parlo anche a nome del club, è per Pierino Prati”

Stefano Pioli, 54 anni. Ansa

L’allenatore rossonero: “Segnali importanti. Rangnick? Io sto bene con questo gruppo”

“Questa vittoria, e parlo anche a nome del club, è per Pierino Prati”. Stefano Pioli dedica l’abbuffata di gol del suo Milan a uno dei cannonieri che hanno fatto la storia rossonera, scomparso oggi a 73 anni.

L’ANALISI—   “Abbiamo giocato bene, contro un avversario che ha preferito aspettarci anziché venirci a prendere e abbiamo trovato spazi adatti per metterlo in difficoltà – spiega il tecnico del Milan a Sky Sport –. Siamo stati bravi a chiuderli subito dopo aver subito il loro gol, è stata vittoria importante perché non vincevamo da tanto tempo e in questo momento servono successi e punti e nelle 11 partite che rimangono dobbiamo provare a farne più possibile. La Roma è lontana ma domenica c’è lo scontro diretto, abbiamo le qualità per giocarcela con tutti”.

Milan, gol e fantasia: finalmente Castillejo, Calhanoglu entra in tutti i gol

Samu Castillejo e Hakan Calhanoglu. Ansa

Lo spagnolo corre, lavora in copertura e si scopre letale sotto porta. Per il turco una prestazione da vero “10”

Se un segnale serviva per il drappello che lotta per l’Europa, il Milan a Lecce ne ha mandato uno forte: la banda Pioli sta bene ed è pronta a dare battaglia. I rossoneri stanno bene mentalmente e fisicamente: il pressing alto con cui hanno impedito ai giallorossi di ragionare ne è la prova. Prova complessivamente buona per tutti: ecco chi ha brillato di più.

TOP: CASTILLEJO—   Gli spifferi di Milanello lo davano come uno dei rossoneri in condizioni migliori e la bella serata di Lecce lo conferma: corre tantissimo, toglie il fiato a Calderoni, va persino a recuperare un pallone nella sua area quando attaccano gli altri. Largo a destra (il più largo dei tre trequartisti per richiesta di Pioli) ricama per i compagni ma stavolta dà anche sostanza, con il gol che sblocca la gara. È il premio per una serata quasi perfetta, e il tempismo è da vero bomber: anticipa anche Bonaventura…

Sanchez-Esposito: l’Inter ha bisogno di nuovi gol per uscire dalla LuLa-dipendenza

Finora una rete a testa in A, ma i tanti impegni ravvicinati li aiuterà ad avere più occasioni per essere protagonisti

Ora è il momento di lasciare un segno. Perché quando si ripartirà, tutti dovranno dare qualcosa in più anche per rendere meno duro il tour de force che attende ogni squadra alla ripresa. Il ruolo delle riserve diventa più che mai decisivi giocando ogni tre giorni e l’Inter dovrà per forza di cose chiedere di più da Alexis Sanchez e Sebastiano Esposito, uniche alternative in rosa a Lukaku e Lautaro. La LuLa resterà il punto di riferimento, ma non si potranno chiedere gli straordinari a Romelu e al Toro per tre mesi.

TORNARE “MARAVILLA”—   Sanchez fin qui ha deluso parecchio: un solo gol, tra l’altro nella stessa partita in cui poi si è fatto espellere per un doppio giallo viziato da una simulazione (ormai con la Var impossibile passarla liscia) su nove presenze in campionato; una gara – seppur buona – in Champions, in casa del Barcellona per un totale di 15 presenze stagionali ma appena 596 minuti giocati. Colpa dell’infortunio subito a metà ottobre e che lo ha costretto a un nuovo intervento chirurgico.

Rientrato poi a gennaio non è mai apparso in condizioni fisiche ottimali per poter esaltare la propria esplosività. Ora la ripartenza potrebbe offrirgli la grande chance di provare a cambiare il suo futuro in nerazzurro, anche a lungo termine. Perché dovesse partire Lautaro l’Inter avrà bisogno di tre pedine nuove in attacco e Sanchez può sperare di occuparne una, magari puntando su un rinnovo del prestito da parte del Manchester. Prima però c’è da convincere Conte e l’Inter con un finale di stagione, finalmente, da protagonista. Tornare Maravilla, insomma. Questa è la missione.

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Mancini, la Nazionale e l’incubo di un anno (quasi) senza calcio

Roberto Mancini, 55 anni, al lavoro con la Nazionale a Coverciano

Il c.t. non vede la squadra da novembre, ieri ha fatto un punto con il suo staff tecnico ma non sa ancora se a settembre si giocherà. E senza certezze sulle date è impossibile fare un programma di lavoro più preciso

Anche Roberto Mancini aspetta con impazienza un po’ di chiarezza sulle date (italiane e europee) della stagione da terminare e dunque su quella che arriverà. Proprio ieri, il giorno in cui sarebbe dovuto iniziare il preritiro azzurro in Sardegna, prima di un’amichevole a Cagliari contro San Marino e poi del vero ritiro a Coverciano in vista dell’Europeo rinviato, il c.t. azzurro ha fatto un punto con il suo staff.

Riunione virtuale da riaggiornare entro la prossima settimana, quando – è l’augurio di tutti – il futuro sarà un po’ meno nebuloso anche a livello di calendario.